Ponzone Acqui Terme: Un po’ di storia

Citata per la prima volta nelle Cronache  dell’anno 967 questa località del Sud Piemonte si sviluppa lungo il crinale di una collina ( 700 metri di altitudine),  in posizione isolata e dominante sulle aree circostanti; tale  ubicazione oltre a farne la seconda veduta panoramica d’Italia (a Sud si possono ammirare   le colline confinanti col Mar Ligure e, a nord, l’arco alpino dai confini francesi fino al veronese Monte Baldo) ha determinato le sue  vicende storico-commerciali fin da quegli anni.

Fu capitale di un  marchesato governato dagli Aleramo (fino al XIV secolo), dai Paleologhi di Costantinoli fino al XVI secolo quando subentreranno i Gonzaga; il marchesato verrà infine annesso allo Stato Sabaudo con il trattato di Utrecht (1713), entrando a far parte della storia del Piemonte fino all’unità d’Italia.

Il  borgo ebbe particolare  rilevanza  commerciale trovandosi su una delle vie del Sale, arterie che  collegavano  il vicino Mar Ligure alla Pianura Padana: dalla commistione delle derrate che vi transitavano sono nati alcuni piatti tipici della zona, in particolare l’uso dell’olio e delle acciughe salate.

Degli antichi fasti conserva tracce in alcuni palazzi (tra i quali spicca Palazzo Thellung un tempo dimora gentilizia,ora proprietà  comunale) nelle  particolari  Chiesette, nella Chiesa Parrocchiale (risalente al 1600) dove è custodito un prezioso organo Lingiardi di fine ottocento e nell’Oratorio –ora museo sacro- dove è possibile ammirare alcune opere del Maragliano (il Michelangelo del legno) e nella disposizione del borgo.

Dell’imponente maniero che la sovrastava e che vide fra i suoi ospiti famosi trovatori come Rambaldo de Vaqueiras (1200-1220) e probabilmente lo stesso grande umanista Matteo Bandello (1485-1561), che cita Ponzone nelle sue Novelle, rimangono sparute rovine, a dimostrare la violenza dell’esplosione che lo rase al suolo durante la guerra dei Trent’anni (1618-1648).

Il vasto territorio del Comune, interessato nel secolo scorso dalle  migrazioni verso le zone urbanizzate rappresenta ora un prezioso e rassicurante  polmone verde, la cui vocazione ambientalista è stata di recente testimoniata dalla istituzione del Parco Faunistico dell’Appennino.

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