Giallo come Ginestra

A questa stagione le colline del Ponzonese sono solite ricoprirsi del colore giallo del fiore della ginestra, che conferisce al paesaggio un tocco singolare di allegria e di vitalità; la posizione stessa del paese, che si affaccia sulle vallate, consente una splendida vista dei ginestreti.

Questa pianta, originaria del bacino mediterraneo dell’Europa e dell’Asia Settentrionale, è nota per le sue capacità di adattamento ai suoli più diversi  e per l’efficacia del suo potente apparato radicale nell’opera di consolidamento di scarpate e pendii; è considerata, assieme al Sorbo montano, una pianta pioniera in quanto conferisce al terreno non solo maggiore stabilità contro gli smottamenti ma , essendo una leguminosa, lo arricchisce  di azoto. E’ molto appetita da animali domestici e selvatici: api (Greci e Romani la coltivavano proprio per attirare gli sciami), capre, conigli e dai nuovi “immigrati” dei boschi ponzonesi, i caprioli.

occhiocottoFra i suoi cespugli più fitti e nelle zone più assolate nidificano il simpatico occhiocotto e le  allodole.

Nel mondo rurale, fino a non molto tempo fa, veniva usata per fabbricare scope, legacci per piante e vitigni   oltre che come combustibile per cucinare cibi che richiedono un fuoco crepitante dalle intense fiammate.  In  Spagna la fibra delle sue radici, previa macerazione, veniva utilizzata per produrre cordame per navi.

Già nel Medioevo, le venne attribuito il significato  di forza, modestia e umiltà mentre presso alcune comunità rurali tedesche, inglesi, francesi e portoghesi, la si ritiene capace di allontanare   streghe e malefici.

stemma dei PlantagenetiAl fascino di questo arbusto non si sottrassero nemmeno i  nobili: il re di Francia , Luigi IX, si ispirò alla ginestra  per fondare  un prestigioso ordine cavalleresco, quello della Ginestra, mentre la dinastia reale inglese dei  Plantageneti ( = planta genista)  inserì un ramo di questa pianta nello stemma di famiglia.

Spesso citata in letteratura ( nell’età classica dal botanico greco Teofrasto e dallo studioso naturalista latino Plinio- secondo il quale le ceneri della ginestra contenevano oro-), trova il suo massimo cantore nel grande Leopardi che la immortala nella sua famosa lirica definendola “odorata ginestra contenta dei deserti”.

Esistono più specie di ginestra fra le quali ricordiamo la ginestra odorosa, la ginestra dei carbonai e quella dell’Etna.

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